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	<title>Sorellanongemella &#187; fine anno</title>
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		<title>The Final countdown</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2016 13:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sorellanongemella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="5472" height="3648" src="http://www.sorellanongemella.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Cenone-Capodanno.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="The Final Countdown - fine anno" /></p><p>31 Dicembre 1986 &#8211; h. 20.45 (- 3 ore al 1987)</p>
<p>Tutta la famiglia Andreini e Lozupone riunita a casa di zia Giovanna.<br />
Settimane passate al telefono ad organizzare la cena: menù, segnaposto, decorazioni, il servizio da utilizzare, l&#8217;esatto momento in cui tagliareilpanettonestapparelospumanteservireilcotechinomangiarelelenticchie&#8230;e sì, zia Giovanna vuole darsi un&#8217;aria da borghese e pensa che, trascorrere le intere giornate a parlare di futilità da ricevimento, possa darle un qualche tipo di prestigio agli occhi della famiglia di suo marito e dei suoi amici. Soffre di senso di inferiorità, a capire poi il perché&#8230;<br />
Tocca iniziare &#8216;sta serata. Tocca citofonare e entrare. Tocca rispondere a tutte le domande evitate al pranzo di Natale:<br />
Sei fidanzato? No. Perché non ti fidanzi?<br />
Sei fidanzato? Si. Perché non ti sposi?<br />
Sei Sposato? Si. Perché non fai figli?<br />
Hai un figlio? Si. Perché non fate il secondo figlio, i figli unici sono sempre viziati.<br />
Tocca esserci.</p>
<p>Strette di mano e baci sulla guancia a tutti i presenti, rispettando l’ordine di anzianità, altrimenti zia Antonietta e zio Nicola mettono un muso lungo fino a Pasqua.</p>
<p>- h. 21.50 ( &#8211; 2 ore al 1987)<br />
La famiglia Andreini é seduta da un ora a tavola e in ordine sparso sono comparse focacce, pesce crudo, tortini salati, olive fritte e fresche, pomodorini secchi, carpacci di varia natura e forma, frittelle, finocchi, pan briosche a strati di diversi gusti, primo primo di due primi, si inizierà il 1987 con 10 chili in più a testa&#8230;e alcuni non ne hanno per niente bisogno.</p>
<p>- h. 22.35 ( &#8211; 1 ora e mezza al 1987)<br />
Poco é cambiato&#8230;sempre qui, sempre il 1986 (almeno per ora), sempre la lentezza dei pranzi di famiglia.<br />
Gli adulti al &#8220;tavolo degli adulti&#8221; trattano argomenti da adulti. Il discorso del Presidente Cossiga non é piaciuto a zio Peppino e al fratello del marito di zia Giovanna (i comunisti della serata, quelli che hanno la tessera al partito e che fanno parte del sindacato).<br />
Gli adulti fanno un riassunto dell&#8217;anno e tra Chernobyl e la questione del vino al metanolo &#8211; zio Nicola dice che lui non ha mai avuto paura; lui il vino lo fa in casa, un primitivo che lascia il segno, in tutti i sensi&#8230;sui bicchieri che si fa prima a buttarli e sulle guance rosserosse come quelle di Heidi e qualcuno vede pure le caprette che fanno &#8220;ciao&#8221; &#8211; la cena assume un&#8217;atmosfera apocalittica.<br />
Maria, la moglie di Umberto, il figlio di zio Nicola, é ossessionata dalla nube di Chernobyl, la vede ovunque e questa estate non é andata al mare perché &#8220;anche l&#8217;acqua é ormai incontaminata&#8221; e sua figlia, una cucciola con gli occhioni neri e tanta tanti capelli, é costretta a gattonare con una microscopica mascherina sulla bocca e dei calzini bianchi messi alle mani a &#8216;mo di guantini. Maria dice che così la bambina evita di toccare roba incontaminata&#8230;mah&#8230;<br />
Al &#8220;tavolo dei bambini&#8221;, i bambini giocano ad infilare nei bicchieri pieni di Coca Cola qualsiasi tipo di cibo formando una poltiglia liquida e puzzolente; gli adulti celibi/nubili parlano di qualsiasi argomento (la politica no, quella é materia esclusiva degli &#8220;adulti accoppiati&#8221;) e Anna, l&#8217;unica fuori dal giro, la più timida del chiassoso carrozzone Andreini ma pure di quello Lozupone, da quando é arrivata non si é mai staccata dal mangiacassette con le cuffie, ascolta a ripetizione la cassetta dei DuranDuran, pure i muri ormai conoscono &#8220;Notorius&#8221;.<br />
Chissà cosa pensa Anna?<br />
Chissà com&#8217;è il mondo con i Duran Duran come colonna sonora?</p>
<p>- h. 23.10 ( &#8211; 59 minuti al 1987)<br />
La convivenza forzata di due famiglie porta ad inevitabili momenti di tensione e a nulla sono serviti i segnaposto preventivi di zia Giovanna, anche il “per favore passami la cozza pelosa”, é stata una miccia pronta ad esplodere.<br />
Si é sfiorata la crisi matrimoniale quando Umberto ha cercato di togliere i calzini dalle mani di sua figlia senza il consenso di Maria, tifo da stadio neanche fossimo alla finale dei mondiali dell&#8217; &#8217;82: zio Nicola e tutto l&#8217;entourage maschile della famiglia Andreini /Lozupone ha difeso a spada tratta Umberto: la bambina deve gattonare senza calzini sulle mani &#8211; si deve fare gli anticorpi &#8211; dicono e, almeno per stasera la nube di Chernobyl non mieterà vittime; zia Antonietta e tutto il parterre femminile Andreini/Lozupone ha tifato per Maria: la bambina ormai si é abituata ai calzini &#8211; dicono &#8211; e poi fa pure freddo, le manine si raffreddano.<br />
Dieci minuti di teorie strampalate sui bambini, gli anticorpi, le nubi tossiche tutto rigorosamente urlato.<br />
Anna durante la discussione ha continuato ad avere le cuffie sulle orecchie e non ci sarebbe da meravigliarsi se per l&#8217;occasione abbia lasciato i Duran Duran per un più azzeccato &#8220;The Final countdown&#8221; degli Europe.<br />
In tutto &#8216;sto caos zia Giovanna é riuscita ad attrezzare la tavola per la mezzanotte; disposti in fila indiana partendo da destra ci sono: lenticchie in quantità industriali; cotechino tagliato per metà a fette; l&#8217;uva del vicino di casa della sorella del marito di zia Giovanna, bianca e nera; pandoro e panettone tagliati in orizzontale con le fette disposte una sull&#8217;altra per formare un albero di Natale stellato &#8211; simpatico effetto scenografico -; due bottiglie di spumante dolce e un brut, pronti ad essere stappati allo scoccare del 1987 da Vittorio, il fratello di Umberto nonché figlio di zio Nicola e zia Antonietta e da Gaetano, il marito della sorella di zio Vincenzo, il marito di zia Giovanna.<br />
I bimbi hanno mollato i bicchieri &#8211; quelli sì radioattivi &#8211; della Coca Cola, per iniziare a giocare con le fontanine, per ora spente, come se fossero delle spade.<br />
Angela, Giuseppina, Ilaria e Nicola jr., un mix di cuginanza tra famiglia Andreini/Lozupone saranno gli addetti al countdown (Anna ha rifiutato di unirsi al gruppo).<br />
Tutti sanno quello che devono fare. Tutti sono ai loro posti di combattimento da mezzanotte dell&#8217;ultimo dell&#8217;anno.<br />
Tutti.<br />
Adesso tocca aspettare.</p>
<p>1 Gennaio 1987 &#8211; h. 01.20 ( nuovo anno da un ora e venti)<br />
Inutile dire che allo scoccare della mezzanotte nulla di quanto era stato organizzato é stato rispettato.<br />
Descrivere quello che é successo é quasi impossibile, l&#8217;euforia per essersi scrollati di dosso un anno complicato ha coinvolto tutti: le bottiglie si sono stappate da sole inondando di spumante appiccicaticcio i pavimenti del salotto di zia Giovanna; le fontanine dei bambini &#8211; accesse- hanno quasi incendiato la tenda di seta e pizzo del salotto; la piccola figlia di Umberto e Maria ha lanciato nel camino un calzino (come ci é arrivata al camino da sola? Mah&#8230;); zio Peppino e il fratello del marito di zia Giovanna hanno accolto il nuovo anno alzando il pugno chiuso al cielo; baci; abbracci; pianti.<br />
Anna per qualche secondo ha tolto le cuffie.</p>
<p>Ora che il cenone e l&#8217;euforia da ultimo dell&#8217;anno é finita tutta la famiglia Andreini/Lozupone siede composta e tranquilla intorno a due tavole, accostate ma non alte uguali e coperte da tovaglie diverse a tema natalizio: al centro i pandori e panettoni arrivati integri nel 1987; l&#8217;uva nera e bianca del vicino di casa della sorella di zio Vincenzo; castagnelle, spaccadenti, calzoncini, frollini, torroni, liquori al cioccolato e limoncelli preparati con i limoni di Caterina, la vicina di casa di zia Rita; cartelle per la tombola e carte per il Sette e mezzo.<br />
La famiglia Andreini/Lozupone stremata dalla digestione sta per iniziare il suo primo momento ludico del nuovo anno.<br />
Prima di iniziare però, come accade ogni anno&#8230;da qualche anno, tutti guarderanno nonno Vincenzo e nonna Aurelia che, per tutta la cena, sono stati seduti uno accanto all&#8217;altra.<br />
In silenzio.<br />
Hanno guardato quella grande e rumorosa famiglia, con gli occhi umidi degli anziani, pensando che tutto quel chiasso era musica in realtà, che avrebbero avuto l&#8217;eternità per il silenzio e che almeno per quella notte quell&#8217;eternità poteva aspettare e che se &#8220;Dio vuole&#8221; tra 12 mesi sarebbero stati tutti lì.<br />
Tutti insieme.</p>
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		<title>Lettera al 2016</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2016 12:22:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img width="3936" height="2624" src="http://www.sorellanongemella.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Lettera-al-2016.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bilanci di fine 2016" /></p><p>Caro 2016, come ogni anno siamo arrivati al momento dei saluti finali.</p>
<p>Mi trasformo nel venditore di Almanacchi e, tra una strana speranza malinconica e un po&#8217; di euforia da nuovo anno, vendo a me stessa &#8211; e forse un po&#8217; agli altri &#8211; la possibilità di un futuro diverso. Migliore.</p>
<p>È anche il momento dei bilanci.</p>
<p>Così caro 2016, ti saluto come si saluta un amico che sai di non rivedere più ma che, da qualche parte del tempo, continuerà ad inviare cartoline ricordo. I bilanci però &#8216;sta volta, 2016, proprio non riesco a farli. Riusciresti a racchiudere l&#8217;Oceano in un barattolo di vetro? No.</p>
<p>E&#8217; proprio così che sei stato, un oceano quasi sempre in tempesta, difficile da chiudere in un barattolo. Ti sei mostrato da subito forte, complicato, difficile, duro, bisesto.</p>
<p>Non c&#8217;è stato un solo mese in cui tu non abbia smesso di mostrare il tuo carattere.</p>
<p>Terrai con te un numero troppo alto di persone, spesso giovani.</p>
<p>Hai scosso le nostre vite e la nostra terra.</p>
<p>Hai fatto incrociare destini in piazze, mercatini, rotaie, mari, città distrutte vicine e lontane.</p>
<p>Ti sei divertito a farci giocare con le nostre paure ancestrali e ci hai mostrato quanto possiamo essere impotenti davanti agli eventi.</p>
<p>Nessuna differenza tra la furia della Natura e l&#8217;accecante odio umano.</p>
<p>Hai iniziato a farci guardare in una direzione che può far terrore. Tu hai subdolamente e sarcasticamente indicato e noi, persi e frastornati, abbiamo iniziato solo a seguire la tua mano.</p>
<p>Caro 2016, quando invierai messaggi da un tempo e un luogo lontani, li leggerò come si leggono le lettere d&#8217;amore ed odio di un vecchio amante che ci ha fatto male, avendo come sottofondo &#8220;Hero&#8221; di David Bowie e &#8220;Mr. Tambourine Man&#8221; di Bob Dylan.</p>
<p>&nbsp;</p>
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