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	<title>Sorellanongemella &#187; sorellanongemella</title>
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		<title>Pensavo fosse Mark Zuckerberg, invece era Matteo Achilli</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 15:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sorellanongemella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Impara l'arte e mettila da parte]]></category>
		<category><![CDATA[Oltre lo schermo c'è di più]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro D'alatri]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img width="620" height="355" src="http://www.sorellanongemella.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Matteo-Achilli-Egomnia.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Film su Egomnia - The Startup" /></p><p style="text-align: justify;">Voglio fare con voi un gioco facile facile:</p>
<p style="text-align: justify;">alzi la mano chi ha sentito parlare almeno una volta di <span style="color: #ff0000;">Matteo Achilli</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ok&#8230;adesso alzi la mano chi conosce, ha sentito parlare, usa o é iscritto alla piattaforma <a title="Egomnia" href="https://www.egomnia.com/egomnia/staticPage/chisiamo">Egomnia</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, le manine virtualmente alzate sono poche, soprattutto se pensiamo che il 6 Aprile, nei cinema italiani uscirà un film, prodotto dalla 01 Distribution (non una casa indipendente per intenderci) e diretto da Alessandro D&#8217;Alatri (non un regista impegnato, sempre per intenderci, ma pur sempre un regista conosciuto), proprio su Matteo Achilli, fondatore di Egomnia, startup &#8211; attenzione userò termini inglesi e fighi, come l&#8217;argomento richiede – che, stando a quanto scritto sui giornali e le riviste specializzate di settore, dovrebbe avere numeri così alti da far tremare la L e la I di LinkedIn, uno dei suoi diretti competitor.</p>
<p style="text-align: justify;">Non voglio addentarmi nel magico e, ai più sconosciuto, mondo di Egomnia e, tanto meno, posso dire la mia su un film che ad oggi mostra solo il <a title="Film - The Startup" href="http://https://www.youtube.com/watch?v=DyWNMIffRC8">trailer</a>, montato non a caso, in stile The Social Network.</p>
<p style="text-align: justify;">Alziamo per un attimo i nostri occhietti nerd dalla tastiera, dai business model canvas e dalla cartina che segna sempre e comunque Palo Alto e guardiamoci drittidritti, trovando il coraggio di ammettere che Egomnia, così come <strong>molte stratup italiane blasonate, sponsorizzate, super citate, non sono startup di successo</strong>, o almeno non lo sono secondo i rigidi parametri, importanti da oltre oceano, richiesti e propinati rigorosamente in pillole di saggezza business, in lingua inglese.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo delle startup in Italia, da sempre rincorre teneramente il  modello americano alla Mark Zuckenberg, senza però aver bene inteso che qui non abbiamo business angel, venture capital o banche, dagli uffici posti in scatole di vetro, sempre pronti ad investire su un’idea (se fosse così, vado nella prima banca a caso e spaccio l’idea del mutuo su una casa, per una startup innovativa sul futuro immobiliare).</p>
<p style="text-align: justify;">Costruire a tavolino lo startupper star, così come negli anni ’90 si lanciavano cantanti pop alla Backstreet Boys, fa male ad un vero e più proficuo tessuto di nostra innovazione, inoltre continua ad alimentare l’abitudine, tutta italiana, di travestirci da quelli che non siamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fare quindi un film su una bella storia é auspicabile</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fare un film che potrebbe lanciare un messaggio di speranza, per la serie &#8220;ragazzi non arrendetevi e portate avanti le vostre idee&#8221; é altrettanto auspicabile, anche se, da donna poeticamente romantica quale sono, il Prof Keating che fa salire sui banchi i suoi alluni nel film L&#8217;attimo fuggente é stato, é e sarà il miglior esempio per non arrendersi mai.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fare un film impacchettandolo come l&#8217;unico modello di business vincente è sbagliato</strong>: per i ragazzi che vedranno il film; per i ragazzi che vorranno essere come Matteo Achilli; per l’onestà, fatta anche di sconfitte positive, che dovrebbe essere presente nel mondo del lavoro.</p>
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		<title>C&#8217;era una volta il tronista. Oggi c&#8217;è lo startupper.</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2017 09:13:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sorellanongemella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggere e guardare]]></category>
		<category><![CDATA[corteggiatore]]></category>
		<category><![CDATA[Maria De Filippi; tronista]]></category>
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		<category><![CDATA[Uomini&Donne]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="940" height="627" src="http://www.sorellanongemella.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/startup-photos.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Uomini&amp;Donne nuovi corteggiatori" /></p><p>Mettiamo subito le cose in chiaro: guardo Uominie&amp;Donne.</p>
<p>Se questa diretta e aperta dichiarazione vi scandalizza siete autorizzati ad abbandonare la lettura.</p>
<p>Dicevamo&#8230;guardo Uomini&amp;Donne, lo guardo perché durante la digestione non voglio nulla che appesantisca la mia attività intestinale.</p>
<p>Lo guardo da così tanto tempo che posso ritenermi un&#8217;esperta senior.</p>
<p>Sul trono rosso ho visto passare tanti addominali ed extension che neanche Ibiza, in alta stagione, riuscirebbe a contenerli.</p>
<p>Video di presentazione, versione più raffinata e patinata dei prediciottesimi; esterne con contenuti così &#8220;profondi&#8221; che Topolino a confronto è un trattato di alta filosofia; donne stile BungaBunga berlusconiano e uomini Big Jim, seduti sulle poltroncine da corteggiatori.</p>
<p>Un bel giorno però, nello studio di Cinecittà, il cielo di carta di pirandelliana memoria si strappa e, il fantastico teatrino fatto di perenni abbronzature e ricostruzione delle unghie, inizia a vacillare.</p>
<p>La fine del periodo berlusconiano; l&#8217;avvento dei social; la crisi economica e l&#8217;americanizzazione del lavoro, ha finito per fagocitare tronisti, corteggiatori ed esterne, lasciando come unica suprema superstite Maria che, accovacciata sulle sue scale, ha visto mode, gusti, leggi cambiare così tanto da non poterle ignorare.</p>
<p>Dopo il trono gay (<a title="Uomini e Donne e pari opportunità" href="http://www.sorellanongemella.com/uominiedonnepariopportunita/">ho già scritto cosa ne penso qui</a>), arriva il tronista laureato alla Bocconi, di professione startupper che, più che in un video di presentazione, si lancia in un pitch.</p>
<p>Quando vi chiedete perché &#8220;Queen Maria&#8221; fa diventare oro tutte le trasmissioni che tocca, pensate che lei è un po&#8217; come Zuckerberg: quello che non riesce ad inventare, lo imita.</p>
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		<title>Le quattro cose (vere) che nessun Social Media Manager vi dirà</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2017 19:14:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sorellanongemella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="3876" height="2584" src="http://www.sorellanongemella.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/red-hands-woman-creative.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le quattro cose vere che nessun Social Media Manager dirà" /></p><p>Quante volte vi siete ritrovati a leggere un articolo, seguire un corso o un webinar su “come essere un bravo social media manager”; “i cinque consigli per la programmazione di un buon piano editoriale”; “come ottenere successo sui social”.</p>
<p>Ogni volta, chi scrive, elenca delle massime di vita virtuali da leggere tutto di un fiato o da ascoltare con la stessa attenzione e meraviglia che potremmo dedicare a chi ha deciso di rivelarci il terzo segreto di Fatima.</p>
<p>La sensazione è sempre la stessa: da oggi non mi ferma più nessuno? <strong>#Socialnutetemo</strong>.</p>
<p>Immaginiamo file di clienti pronti a pendere dalle nostre labbra e dal nostro mouse; disposti a pagare il budget richiesto senza batter ciglio; pieni di belle e incoraggianti parole e soprattutto – finalmente! – riconoscenti per il nostro lavoro. Sì, lavoro!</p>
<p>Bene, usciamo dal Paese delle Meraviglie, salutiamo con la manina Alice, il Bianconiglio e risediamoci nel nostro studio davanti alla tastiera e al monitor. Mettiamoci comodi e facciamo partire la sigletta per la prima ed unica puntata de “<strong>Le quattro cose vere che nessun Social Media Manager dirà”</strong>:</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">1.</span> <span style="color: #ff0000;">IL SMM è uno e trino.</span></strong></p>
<p>Ecco, toglietevi immediatamente quel sorriso dalla faccia, scendete dalla nuvoletta sulla quale siete pericolosamente saliti e prendete coscienza che, essere contemporaneamente social media manager,  content editor e grafici <strong>non fa di noi delle divinità, ma dei lavoratori non ben identificati nel fantastico mondo delle professioni</strong>.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">2. Oltre i social c’è di più.</span></strong></p>
<p><strong>Diciamoci la verità, la realtà virtuale per noi è l’ultimo dei problemi, tutti i giorni dobbiamo improvvisarci psicologi, sociologi, filosofi, problem solving, fotografi (senza ph) e video-maker</strong>.</p>
<p>Quando il cliente chiama dobbiamo ascoltare tutte, ma proprio tutte, le sue ansie e le sue perplessità. Ci mettiamo comodi per prendere appunti, abbassiamo gli occhiali sul naso, guardiamo oltre le lenti e – tirando un respiro profondo – iniziamo a scavare negli abissi della nostra memoria per recuperare tutte le frasi che possano ricordare gli aforismi di Osho, i versi da Baci Perugina, le frasi di Oscar Wilde. Sappiamo anche che, quello stesso cliente, sta per chiederci &#8211; dopo essersi momentaneamente tranquillizzato &#8211; di realizzare per lui uno shooting “anche con il telefonino va bene…ma devono sembrare come fatte da un fotografo, che tu sai non posso permettermi” della festa di compleanno di sua figlia camuffata da evento per il lancio dei saldi di fine stagione.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> 3. Ora et labora.</strong> </span></p>
<p>Mai regola fu più adatta – abbiamo scomodato i benedettini &#8211; per il lavoro del SMM.</p>
<p><strong>Preghiamo e lavoriamo</strong>.</p>
<p>Alzi la mano chi, alla presentazione del preventivo si è sentito subito dire: ottimo! Dove posso versare la somma?</p>
<p>Ecco, nessuna mano all’orizzonte.</p>
<p>Il bravo SMM non sporca, non fa rumore e mangia poco o al massimo mangia a casa di mammà, perché il cliente, non solo ha contrattato il costo del  lavoro manco fosse in un bazar marocchino, ma ha anche preteso di iniziare il pagamento al raggiungimento del decimillesimo like sulla sua pagina, senza però aver speso un solo centesimo in sponsorizzazione perché: “oh già pago te figuriamoci se mi metto a dare soldi anche a quello” (Quello sta per Mr. Zuckerberg).</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> 4. L’Africa.</strong></span></p>
<p><strong>Ogni mattina un SMM si sveglia e sa che deve correre</strong> più veloce del cugino del potenziale cliente; del &#8220;ragazzo che fa le fotocopie che ogni tanto posta su Facebook&#8221; (anche lui si adatta a fare quello che può); del nativo digitale – questa vale solo se appartenete alla Generazione X come me – che usa emoji nei post come se non ci fosse un domani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sigla di chiusura della puntata. Pubblicità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bene cari lettori, queste sono le quattro cose che un Social Media Manager non vi dirà o almeno non lo farà apertamente.</p>
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		<title>Barbara, Ylenia e le altre interviste del mucchio</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2017 12:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sorellanongemella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oltre lo schermo c'è di più]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara D'Urso]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
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		<category><![CDATA[Ylenia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="3000" height="2002" src="http://www.sorellanongemella.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Barbara-DUrso.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Barba D&#039;Urso intervista Ylenia" /></p><p>Dovevo fare il mio solito spuntino di mezzo pomeriggio e per caso, mentre bevevo la mia tisana calda e mangiucchiavo dei biscottini al cioccolato, mi è apparso il faccione illuminato a giorno, da luci effetto Paradise, della Barbara nazionale che, tra boccoli ossigenati, vistosi orecchini, tubino fucsia e décolleté in bella mostra, condivideva lo schermo con una ragazza &#8211; non illuminata a giorno &#8211; impaurita, frastornata, arrabbiata (a modo suo), che indicava la mamma, voce fuori campo, con una mano fasciata in candide bende, risultato tremendo delle ustioni riportate dopo l&#8217;aggressione da parte del suo ragazzo.</p>
<p>Più guardavo l&#8217;intervista e più tutta la scena oscillava tra il patetico e il grottesco e, in questo quadretto anch&#8217;io, mio malgrado, ero una delle protagoniste: la mia tisana bevuta mentre mia madre lavava i piatti in una cucina della provincia italiana, andava a frullarsi con l&#8217;immagine patinata della Signora del Pomeriggio che, con sguardo compassionevole (non empatico. Attenti!), poneva assurde domande e lanciava lezioni di vita da discount ad una ventiduenne, catapultata nello schermo non per parlare dei suoi successi, ma per mettere in piazza una tremenda realtà che rifiuta.</p>
<p>Non le parole di #carmelitasmack mi hanno lasciata interdetta, non la totale assenza della giornalista reggi microfono, neanche la confessione in diretta di un&#8217;altra aggressione subita anni prima, no&#8230;sono rimasta senza parole quando Ylenia, guardando dritto verso la telecamera, accennando uno sguardo malizioso da selfie, chiede a Barbara (non c&#8217;è filtro. Lei è Barbara, la vicina di casa con cui confidarsi) di poter essere sua ospite in studio per parlare &#8220;cuore a cuore&#8221;, salutando tutti noi, telespettatori da ora del tè, con un bacio volante, come un qualsiasi yuotuber alla fine dei suoi filmati, lanciato proprio con la mano che ricorda a tutti perché lei è lì.</p>
<p>Così, tra qualche giorno, anche Ylenia siederà sotto le luci effetto paradise dello studio di Canale5; trucco e parrucco perfetto; vestito buono comprato per &#8220;andare in televisione&#8221;.</p>
<p>La sua storia volteggerà nell&#8217;aria, insieme al calendario vedononvedo di Giulia De Lellis, meglio conosciuta come ragazza di Andrea Diamante &#8220;tronista di Uomini&amp;Donne e concorrente del GFVip&#8221;; delle diete strampalte di Lemme; dei filmati con le macchie di sangue riprese vicinevicine del delitto del momento.</p>
<p>Ylenia tornata a casa racconterà alle amiche e ai parenti che l&#8217;avranno seguita in tivvù, l&#8217;avventura da Barbara, come si può raccontare una gita al Luna Park.</p>
<p>Così per un giorno la semplice ventiduenne, ustionata dal suo ragazzo &#8220;che tanto la ama&#8221;, siederà sull&#8217;Olimpo dei conosciuti.</p>
<p>Per un giorno Ylenia sarà una VIP.</p>
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		<title>Io, le calze e Calzedonia</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2017 13:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sorellanongemella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="960" height="413" src="http://www.sorellanongemella.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Ieri_oggi_domani-Sophia-Loren-calze.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ieri_oggi_domani - Sophia Loren - calze" /></p><p>Cara Calzedonia, sono anni che acquisto le tue calze e fidati, con le commesse che il tuo ufficio del personale seleziona, é una grande dimostrazione di fiducia.</p>
<p>Come ormai faccio da anni, sono entrata in un tuo store chiedendo dei semplici collant neri (sta volta commessa gentile: un miracolo!); ero motivata e piena di entusiasmo: calze nere, coprenti ma non troppo, calde ma leggere.</p>
<p>Tutto andava bene, guardavo il mio elegante pacco di collant sicura d&#8217;aver fatto la scelta giusta, fino a quando&#8230;ho deciso di indossarli. Da quel momento é iniziata una lotta contro il mio essere donna. Ci sono voluti ben dieci minuti per tirare su i benedetti collant con l&#8217;aiuto di mia sorella, che non credeva ai suoi occhi e di mia madre che, per il troppo ridere&#8230;piangeva.</p>
<p>Ho dovuto  combattere non con un semplice e confortevole collant ma con un essere mitologico, una calza a due teste: panciera contenitiva da una parte e cintura di castità dall&#8217;altra, roba che, se hai pensato di indossarli per un&#8217;uscita galante, perdi tutte le speranze dell&#8217;happy-end sin da subito.</p>
<p>Pressione regolata sulle gambe per aiutare la circolazione, manco avessi più vene varicose di una plurigenitrice; spinta per effetto pancia piatta (ed io che passo ore in palestra a lottare contro i miei addominali); push up del gluteo con relativo cuscinetto, uno per chiappa per perdere la sensibilità al lato B.</p>
<p>Insomma cara Calzedonia, dimmi la verità&#8230;&#8217;ste benedette calze le ha inventate un uomo che avrebbe voluto vedere la propria donna in autoreggenti e bustino sado tutto il giorno, altrimenti non si spiega tanta cattiveria racchiusa in quello che sarebbe dovuto essere un semplice paio di calze, della mia giusta taglia.</p>
<p>Ultima domanda, rivolta alle donne: avete pensato che una volta tolti i collant l&#8217;effetto chiappa alta e pancia piatta alla Belen vada a farsi benedire?</p>
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		<title>The Final countdown</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2016 13:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sorellanongemella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="5472" height="3648" src="http://www.sorellanongemella.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Cenone-Capodanno.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="The Final Countdown - fine anno" /></p><p>31 Dicembre 1986 &#8211; h. 20.45 (- 3 ore al 1987)</p>
<p>Tutta la famiglia Andreini e Lozupone riunita a casa di zia Giovanna.<br />
Settimane passate al telefono ad organizzare la cena: menù, segnaposto, decorazioni, il servizio da utilizzare, l&#8217;esatto momento in cui tagliareilpanettonestapparelospumanteservireilcotechinomangiarelelenticchie&#8230;e sì, zia Giovanna vuole darsi un&#8217;aria da borghese e pensa che, trascorrere le intere giornate a parlare di futilità da ricevimento, possa darle un qualche tipo di prestigio agli occhi della famiglia di suo marito e dei suoi amici. Soffre di senso di inferiorità, a capire poi il perché&#8230;<br />
Tocca iniziare &#8216;sta serata. Tocca citofonare e entrare. Tocca rispondere a tutte le domande evitate al pranzo di Natale:<br />
Sei fidanzato? No. Perché non ti fidanzi?<br />
Sei fidanzato? Si. Perché non ti sposi?<br />
Sei Sposato? Si. Perché non fai figli?<br />
Hai un figlio? Si. Perché non fate il secondo figlio, i figli unici sono sempre viziati.<br />
Tocca esserci.</p>
<p>Strette di mano e baci sulla guancia a tutti i presenti, rispettando l’ordine di anzianità, altrimenti zia Antonietta e zio Nicola mettono un muso lungo fino a Pasqua.</p>
<p>- h. 21.50 ( &#8211; 2 ore al 1987)<br />
La famiglia Andreini é seduta da un ora a tavola e in ordine sparso sono comparse focacce, pesce crudo, tortini salati, olive fritte e fresche, pomodorini secchi, carpacci di varia natura e forma, frittelle, finocchi, pan briosche a strati di diversi gusti, primo primo di due primi, si inizierà il 1987 con 10 chili in più a testa&#8230;e alcuni non ne hanno per niente bisogno.</p>
<p>- h. 22.35 ( &#8211; 1 ora e mezza al 1987)<br />
Poco é cambiato&#8230;sempre qui, sempre il 1986 (almeno per ora), sempre la lentezza dei pranzi di famiglia.<br />
Gli adulti al &#8220;tavolo degli adulti&#8221; trattano argomenti da adulti. Il discorso del Presidente Cossiga non é piaciuto a zio Peppino e al fratello del marito di zia Giovanna (i comunisti della serata, quelli che hanno la tessera al partito e che fanno parte del sindacato).<br />
Gli adulti fanno un riassunto dell&#8217;anno e tra Chernobyl e la questione del vino al metanolo &#8211; zio Nicola dice che lui non ha mai avuto paura; lui il vino lo fa in casa, un primitivo che lascia il segno, in tutti i sensi&#8230;sui bicchieri che si fa prima a buttarli e sulle guance rosserosse come quelle di Heidi e qualcuno vede pure le caprette che fanno &#8220;ciao&#8221; &#8211; la cena assume un&#8217;atmosfera apocalittica.<br />
Maria, la moglie di Umberto, il figlio di zio Nicola, é ossessionata dalla nube di Chernobyl, la vede ovunque e questa estate non é andata al mare perché &#8220;anche l&#8217;acqua é ormai incontaminata&#8221; e sua figlia, una cucciola con gli occhioni neri e tanta tanti capelli, é costretta a gattonare con una microscopica mascherina sulla bocca e dei calzini bianchi messi alle mani a &#8216;mo di guantini. Maria dice che così la bambina evita di toccare roba incontaminata&#8230;mah&#8230;<br />
Al &#8220;tavolo dei bambini&#8221;, i bambini giocano ad infilare nei bicchieri pieni di Coca Cola qualsiasi tipo di cibo formando una poltiglia liquida e puzzolente; gli adulti celibi/nubili parlano di qualsiasi argomento (la politica no, quella é materia esclusiva degli &#8220;adulti accoppiati&#8221;) e Anna, l&#8217;unica fuori dal giro, la più timida del chiassoso carrozzone Andreini ma pure di quello Lozupone, da quando é arrivata non si é mai staccata dal mangiacassette con le cuffie, ascolta a ripetizione la cassetta dei DuranDuran, pure i muri ormai conoscono &#8220;Notorius&#8221;.<br />
Chissà cosa pensa Anna?<br />
Chissà com&#8217;è il mondo con i Duran Duran come colonna sonora?</p>
<p>- h. 23.10 ( &#8211; 59 minuti al 1987)<br />
La convivenza forzata di due famiglie porta ad inevitabili momenti di tensione e a nulla sono serviti i segnaposto preventivi di zia Giovanna, anche il “per favore passami la cozza pelosa”, é stata una miccia pronta ad esplodere.<br />
Si é sfiorata la crisi matrimoniale quando Umberto ha cercato di togliere i calzini dalle mani di sua figlia senza il consenso di Maria, tifo da stadio neanche fossimo alla finale dei mondiali dell&#8217; &#8217;82: zio Nicola e tutto l&#8217;entourage maschile della famiglia Andreini /Lozupone ha difeso a spada tratta Umberto: la bambina deve gattonare senza calzini sulle mani &#8211; si deve fare gli anticorpi &#8211; dicono e, almeno per stasera la nube di Chernobyl non mieterà vittime; zia Antonietta e tutto il parterre femminile Andreini/Lozupone ha tifato per Maria: la bambina ormai si é abituata ai calzini &#8211; dicono &#8211; e poi fa pure freddo, le manine si raffreddano.<br />
Dieci minuti di teorie strampalate sui bambini, gli anticorpi, le nubi tossiche tutto rigorosamente urlato.<br />
Anna durante la discussione ha continuato ad avere le cuffie sulle orecchie e non ci sarebbe da meravigliarsi se per l&#8217;occasione abbia lasciato i Duran Duran per un più azzeccato &#8220;The Final countdown&#8221; degli Europe.<br />
In tutto &#8216;sto caos zia Giovanna é riuscita ad attrezzare la tavola per la mezzanotte; disposti in fila indiana partendo da destra ci sono: lenticchie in quantità industriali; cotechino tagliato per metà a fette; l&#8217;uva del vicino di casa della sorella del marito di zia Giovanna, bianca e nera; pandoro e panettone tagliati in orizzontale con le fette disposte una sull&#8217;altra per formare un albero di Natale stellato &#8211; simpatico effetto scenografico -; due bottiglie di spumante dolce e un brut, pronti ad essere stappati allo scoccare del 1987 da Vittorio, il fratello di Umberto nonché figlio di zio Nicola e zia Antonietta e da Gaetano, il marito della sorella di zio Vincenzo, il marito di zia Giovanna.<br />
I bimbi hanno mollato i bicchieri &#8211; quelli sì radioattivi &#8211; della Coca Cola, per iniziare a giocare con le fontanine, per ora spente, come se fossero delle spade.<br />
Angela, Giuseppina, Ilaria e Nicola jr., un mix di cuginanza tra famiglia Andreini/Lozupone saranno gli addetti al countdown (Anna ha rifiutato di unirsi al gruppo).<br />
Tutti sanno quello che devono fare. Tutti sono ai loro posti di combattimento da mezzanotte dell&#8217;ultimo dell&#8217;anno.<br />
Tutti.<br />
Adesso tocca aspettare.</p>
<p>1 Gennaio 1987 &#8211; h. 01.20 ( nuovo anno da un ora e venti)<br />
Inutile dire che allo scoccare della mezzanotte nulla di quanto era stato organizzato é stato rispettato.<br />
Descrivere quello che é successo é quasi impossibile, l&#8217;euforia per essersi scrollati di dosso un anno complicato ha coinvolto tutti: le bottiglie si sono stappate da sole inondando di spumante appiccicaticcio i pavimenti del salotto di zia Giovanna; le fontanine dei bambini &#8211; accesse- hanno quasi incendiato la tenda di seta e pizzo del salotto; la piccola figlia di Umberto e Maria ha lanciato nel camino un calzino (come ci é arrivata al camino da sola? Mah&#8230;); zio Peppino e il fratello del marito di zia Giovanna hanno accolto il nuovo anno alzando il pugno chiuso al cielo; baci; abbracci; pianti.<br />
Anna per qualche secondo ha tolto le cuffie.</p>
<p>Ora che il cenone e l&#8217;euforia da ultimo dell&#8217;anno é finita tutta la famiglia Andreini/Lozupone siede composta e tranquilla intorno a due tavole, accostate ma non alte uguali e coperte da tovaglie diverse a tema natalizio: al centro i pandori e panettoni arrivati integri nel 1987; l&#8217;uva nera e bianca del vicino di casa della sorella di zio Vincenzo; castagnelle, spaccadenti, calzoncini, frollini, torroni, liquori al cioccolato e limoncelli preparati con i limoni di Caterina, la vicina di casa di zia Rita; cartelle per la tombola e carte per il Sette e mezzo.<br />
La famiglia Andreini/Lozupone stremata dalla digestione sta per iniziare il suo primo momento ludico del nuovo anno.<br />
Prima di iniziare però, come accade ogni anno&#8230;da qualche anno, tutti guarderanno nonno Vincenzo e nonna Aurelia che, per tutta la cena, sono stati seduti uno accanto all&#8217;altra.<br />
In silenzio.<br />
Hanno guardato quella grande e rumorosa famiglia, con gli occhi umidi degli anziani, pensando che tutto quel chiasso era musica in realtà, che avrebbero avuto l&#8217;eternità per il silenzio e che almeno per quella notte quell&#8217;eternità poteva aspettare e che se &#8220;Dio vuole&#8221; tra 12 mesi sarebbero stati tutti lì.<br />
Tutti insieme.</p>
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		<title>Lettera al 2016</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2016 12:22:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img width="3936" height="2624" src="http://www.sorellanongemella.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Lettera-al-2016.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bilanci di fine 2016" /></p><p>Caro 2016, come ogni anno siamo arrivati al momento dei saluti finali.</p>
<p>Mi trasformo nel venditore di Almanacchi e, tra una strana speranza malinconica e un po&#8217; di euforia da nuovo anno, vendo a me stessa &#8211; e forse un po&#8217; agli altri &#8211; la possibilità di un futuro diverso. Migliore.</p>
<p>È anche il momento dei bilanci.</p>
<p>Così caro 2016, ti saluto come si saluta un amico che sai di non rivedere più ma che, da qualche parte del tempo, continuerà ad inviare cartoline ricordo. I bilanci però &#8216;sta volta, 2016, proprio non riesco a farli. Riusciresti a racchiudere l&#8217;Oceano in un barattolo di vetro? No.</p>
<p>E&#8217; proprio così che sei stato, un oceano quasi sempre in tempesta, difficile da chiudere in un barattolo. Ti sei mostrato da subito forte, complicato, difficile, duro, bisesto.</p>
<p>Non c&#8217;è stato un solo mese in cui tu non abbia smesso di mostrare il tuo carattere.</p>
<p>Terrai con te un numero troppo alto di persone, spesso giovani.</p>
<p>Hai scosso le nostre vite e la nostra terra.</p>
<p>Hai fatto incrociare destini in piazze, mercatini, rotaie, mari, città distrutte vicine e lontane.</p>
<p>Ti sei divertito a farci giocare con le nostre paure ancestrali e ci hai mostrato quanto possiamo essere impotenti davanti agli eventi.</p>
<p>Nessuna differenza tra la furia della Natura e l&#8217;accecante odio umano.</p>
<p>Hai iniziato a farci guardare in una direzione che può far terrore. Tu hai subdolamente e sarcasticamente indicato e noi, persi e frastornati, abbiamo iniziato solo a seguire la tua mano.</p>
<p>Caro 2016, quando invierai messaggi da un tempo e un luogo lontani, li leggerò come si leggono le lettere d&#8217;amore ed odio di un vecchio amante che ci ha fatto male, avendo come sottofondo &#8220;Hero&#8221; di David Bowie e &#8220;Mr. Tambourine Man&#8221; di Bob Dylan.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Se fossi Agnese</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2016 12:51:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[4 dicembre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Agnese Landini]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img width="626" height="441" src="http://www.sorellanongemella.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Agnese.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Dimissioni Renzi dopo referendum costituzionale" /></p><p>Se stanotte fossi stata Agnese, avrei abbracciato Matteo, lontano dalle telecamere, dai giornalisti.<br />
Lontano dalla politica e dalle grandi stanze delle decisioni.</p>
<p>L&#8217;avrei stretto forte a me, appoggiando la mia testa al suo petto per ascoltare il battito del cuore e, senza guardarlo, avrei detto &#8220;Sì&#8230;ti amo anch&#8217;io&#8221;.</p>
<div>
<p>Ti amo perché mi hai voluta accanto durante il momento più difficile e complicato della tua carriera politica.<br />
Hai voluto che fossi io la tua forza, il tuo futuro, il tuo punto fermo.</p>
<p>Ti amo per la leggera, vera e umana inflessione della voce avuta mentre parlavi dei tuoi figli&#8230;dei nostri figli.</p>
<p>Ho iniziato ad amarti di più quando, davanti a tutta l&#8217;Italia e al mondo intero, mi hai ringraziato per i mille giorni di rinunce e sopportazioni, voltandoti e guardandomi negli occhi. Hai guardato me. Hai ringraziato me.<br />
Mi hai detto molto più di quello che c&#8217;era scritto sui fogli bianchi e diplomatici tra le tue mani.<br />
Mi hai dato un ruolo proprio ora che non dovevo stringere mani e sorridere ai fotografi in splendidi abiti griffati.<br />
Io non sono di rappresentanza.<br />
Sono parte della tua vita.</p>
<p>Ti amo perché hai detto forte e chiaro che non sono solo un ombra alle tue spalle ma sono la tua Donna, che ci sono stata e ci sarò.</p>
<p>Ti amo perché in quel momento, il politico perdeva, l&#8217;uomo&#8230;il mio uomo, vinceva e lo faceva dimostrandosi veramente vero, per la prima volta e per pochi secondi, in diretta nazionale.</p>
</div>
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		<title>Ode alla gentilezza</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2016 20:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sorellanongemella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="5961" height="3979" src="http://www.sorellanongemella.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/gentilezza.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ode alla Gentilezza" /></p><p>Quando sono di cattivo umore e il sole decide di spuntare dalle nuvole é gentile.</p>
<p>Vedo tracce di gentilezza nel cornetto della mattina o nella tisana caldacalda della sera.</p>
<div>
<p>Penso che sia gentile con me anche il telefono, quando squilla per una chiamata inaspettata.</p>
<p>La piantina grassa sul balcone di casa e&#8217; gentile quando fa spuntare un grosso fiore a Ferragosto.</p>
<p>Sono gentili i treni, le macchine e gli aerei che portano da me le persone che amo (meno gentili quando le portano via).</p>
<p>È gentile la neve che cade proprio il 31 Dicembre e non si scioglie fino a sera.</p>
<p>Un grande atto di gentilezza é quello del sonno, quando arriva calmo e senza grandi convincimenti.</p>
<p>Trovo gentile la vita, anche quando mi fa vivere anni in salita</p>
</div>
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		<title>Uomini e Donne e le pari opportunità</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 09:39:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="http://www.sorellanongemella.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Trono-gay-Uomini-e-Donne.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trono gay" /></p><p>Da qualche giorno Uomini e Donne (sì è una trasmissione che vedo. Sono una cattiva persona. Andrò all&#8217;Inferno con diavoli vestiti da tronista), accanto alle unghie finte e ai muscolieterosempreabbronzati, ha introdotto (finalmente!) il trono omo.</p>
<p>Un bel ragazzo (spreco della natura per noi donne etero) viene corteggiato da altri bei ragazzi (paradossalmente dall&#8217;aspetto più etero di tutti i tronisti e corteggiatori passati su quei sgabelli), lasciando fuori dallo studio le vocine in falsetto, le manine a farfallina da checche isteriche alla Enzo Miccio e gli abiti da parata del Gay Pride.</p>
<div>
<p>Sembrerà paradossale ma, una delle trasmissioni più trash della televisione (sempre mooolto meno di Pomeriggio/Domenica5), sta tentando una impresa che, se affidata ad altre trasmissioni impegnate, sarebbe stata fallimentare:</p>
<p>1. introdurre il tema della omosessualità tra un pubblico che va dalla Signora Maria al super figo palestrato, convinto di dover dimostrare tutto il suo macismo h24.<br />
2. Dimostrare che, essere gay, non è una categoria sociale stereotipata o un fenomeno da baraccone incentrato solo su rapporti fisici e incontri casuali in discoteca.</p>
<p>Chapeau quindi alla Maria nazionale se, alle 15 del pomeriggio, nella tv generalista e macista, ha l&#8217;ambizione di parlare di sentimenti omosessuali.</p>
<p>Chapeau a Maria anche quando, proprio durante il famoso &#8220;ballo&#8221;, &#8211; uno dei classici momenti della trasmissione &#8211; decide di scende dagli scalini, di fare quei pochi passi che di solito la separano dal mondo che lei stessa ha creato, per diventare non corteggiatrice ma mamma che sussurra rassicurazioni e consigli, a quel ragazzo che ha invitato a ballare, perchè timidamente seduto sul trono consapevole che nessuno, per pudore, lo inviterà a scendere in pista.</p>
</div>
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